Dai dati storici 1960–1980 al nuovo palo nivometrico: un confronto che riapre una serie preziosa
📌 L’asta nivometrica del Mottarone sta avendo un successo enorme: l’articolo dedicato alla webcam è oggi il più visitato del sito, segno di quanto questo progetto stia coinvolgendo appassionati, residenti e curiosi. Ma la notizia più importante arriva da un contributo esterno che vale oro.
📚 Luca Dal Bello, appassionato meteoclimatico, ci ha contattati mettendoci a disposizione un archivio storico straordinario: i dati nivologici del Mottarone dal 1960 al 1980, recuperati da fonti ufficiali come gli Annali Idrologici e le schede manoscritte dell’Idrografico conservate negli archivi ARPA Lombardia. Un gesto di grande valore scientifico e umano, per cui lo ringraziamo sinceramente.
Grazie a questo materiale possiamo ricostruire una serie storica completa e confrontarla con i dati del nostro palo nivometrico: un passo fondamentale per capire come è cambiata la neve sul Mottarone negli ultimi decenni.
❄️ Cosa raccontano i dati storici
Dalla prima analisi emergono elementi affascinanti:
- Le nevicate iniziavano quasi sempre tra la prima e la seconda decade di novembre.
- La neve al suolo rimaneva nel 50% dei casi fino a maggio.
- Nevicate si registravano in ottobre, e in alcuni casi addirittura a settembre:
- 10 cm il 18 settembre 1978
- 10 cm il 26 settembre 1978
- Gli accumuli massimi erano impressionanti e la neve a terra resisteva giorni:
- 3.50 m nei giorni 3–4–5 marzo 1978
- 2.80 m il 6 marzo 1972
📏 Neve al suolo il 10 febbraio (1960–1980)
Una selezione dei valori più significativi: rilevati nella dato odierna, il 10 febbraio:
- 1960 → 150 cm
- 1962 → 50 cm
- 1963 → 80 cm
- 1964 → 30 cm
- 1965 → 30 cm
- 1966 → 15 cm
- 1968 → 40 cm
- 1969 → 90 cm
- 1970 → 125 cm
- 1971 → 160 cm
- 1972 → 165 cm
- 1974 → 180 cm
- 1975 → 120 cm
- 1976 → 60 cm
- 1977 → 130 cm
- 1978 → 200 cm
- 1979 → 40 cm
- 1980 → 130 cm
📍 Neve al suolo oggi
67 cm al Mottarone.
Un dato che parla da solo quando lo si confronta con la storia: non per nostalgia, ma per consapevolezza. Ricostruire queste serie significa capire l’evoluzione del clima locale, dare solidità alle osservazioni attuali e valorizzare un patrimonio ambientale che merita attenzione.
Un grazie ancora a Luca Dal Bello per la condivisione del materiale e a tutti voi che state seguendo con entusiasmo questo progetto. Il monitoraggio continua, e ora abbiamo anche il passato dalla nostra parte. Facebook