Flusso atlantico in rinforzo: neve sulle Alpi, soprattutto sui versanti settentrionali, e temperature in aumento tra l’11 e il 14.
La settimana si preannunciava così: alternanza di nuvole e improvvisi rasserenamenti, ma anche rapidi passaggi piovosi con neve oltre i 1100–1300 metri. E così è iniziata. Oggi si è sviluppato anche un temporale, con alcuni fulmini nel Borgomanerese, poi diretto verso il Basso Verbano.
La neve sulle Alpi Cusiane e Valsesiane, oltre i 1100 metri, ha però subito un marcato disgelo senza rigelo notturno. Questo ha prodotto un manto molto bagnato, insolitamente bagnato a queste quote per il periodo. Piccole anomalie meteorologiche che, sommate nel lungo termine, delineano un cambiamento climatico sempre più evidente.
Per martedì 10 febbraio è attesa una nuova perturbazione, più incisiva di quella odierna. Sono previsti rovesci, con neve sulle Alpi dai 1100–1200 metri. Le temperature si manterranno su valori medi fino a mercoledì 11; poi, dulcis in fundo, una massa d’aria insolitamente calda di origine atlantica verrà trasportata dal flusso occidentale. La quota neve salirà ulteriormente sulle Alpi, con interessamento soprattutto del versante nord-occidentale e possibili sconfinamenti in Valle d’Aosta, Alpi Cozie e Graie. Più riparate le Pennine, e in particolare le Lepontine. Dal 15 le temperature potrebbero tornare su valori più in linea con la media.
