Ghiacciaio Belvedere, stato della fronte al 14 maggio 2017.

La fronte del Belvedere, lobo destro.

L’inizio annuale della fusione dei ghiacciai varia a seconda delle  condizioni climatiche presenti. E anche una variazione di 30 e più giorni prima o dopo non incide sulla loro veloce fusione in atto, in parte un ciclo naturale in parte causata dai cambiamenti climatici. La prova ne è il 2016 che iniziarono a fondere solamente al 20 di giugno con i primi 30°C al piano nel VCO e la prima temperatura positiva oltre i 4000 metri, ma che a fine estate presentarono una forte perdita di massa.

Ad oggi i ghiacciai della perate est del Monte Rosa non mostrano segni di fusione, ne è la prova il Belvedere che dalla sua fronte esce poca acqua e pulita, senza il caratteristico limo. Nelle immagini qui sotto confrontiamo lo stato della fronte con agosto 2016. La grotta glaciale, dal quale esce il torrente Anza, -torrente che passa nel Toce, nel lago Maggiore, nel Ticino, nel PO per sfociare nel mar Adriatico- non è visibile in quanto grossi blocchi di ghiaccio sono crollati e ne impediscono la visuale.

Come si presenta oggi 14 maggio 2017 dopo i crolli:

Come era nel 2016 prima dei crolli:

Le fenditure del 2016, che si formano per l’erosione del ghiaccio da parte dell’acqua sottostante, sono la causa dei successivi crolli:

Sulla morena sinistra del lobo destro il ghiacciaio lascia il posto alla vegetazione, decine di piccoli larici hanno colonizzato il territorio, che con il tempo consolideranno il terreno:

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Luca

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