CAMPAGNA GLACIOLOGICA ANNUALE DEI GHIACCIAI ITALIANI (2018). Il contributo dell’associazione.

Associazione Italiana di Geografia Fisica e Geomorfologia
and (e) Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR)

GEOGRAFIA FISICA E DINAMICA QUATERNARIA

Rivista edita dal Comitato Glaciologico Italiano, sotto gli auspici dell’Associazione Italiana di Geografia Fisica e Geomorfologia
e del Consiglio Nazionale delle Ricerche. Fondata nel 1978, è la continuazione del «Bollettino del Comitato Glaciologico Italiano». La rivista pubblica memorie e note originali, recensioni, corrispondenze e notiziari di Geografia Fisica, Glaciologia, Geomorfologia e Geologia del Quaternario, oltre agli Atti ufficiali del C.G.I., le Newsletters della I.A.G. e le relazioni delle campagne glaciologiche annuali. Dal 1988 vengono pubblicati anche volumi tematici, che raccolgono lavori su argomenti specifici, atti
di congressi e simposi, monografie regionali sotto la denominazione «Geografia Fisica e Dinamica Quaternaria – Supplementi».
La lingua usata dalla rivista è l’Inglese, ma gli articoli possono essere scritti anche nelle altre principali lingue scientifiche.

CAMPAGNA GLACIOLOGICA ANNUALE DEI GHIACCIAI ITALIANI (2018)

Vengono presentate le relazioni annuali relative alle
variazioni frontali dei ghiacciai italiani rilevate nel corso
della campagna glaciologica 2018 da oltre 200 operatori volontari che operano nei tre settori alpini (Piemontese – Valdostano, Lombardo e Triveneto) e nell’Appennino (Ghiacciaio del Calderone, Gruppo del Gran Sasso). Sono stati
visitati 111 ghiacciai nel Settore Piemontese – Valdostano
(60 sono stati misurati), 23 nel Settore Lombardo (19 misurati), 61 nel Settore Triveneto (45 misurati) e 1 nell’Appennino. Nella sezione specifica dedicata ai bilanci di massa
sono riportati i risultati del monitoraggio di 20 ghiacciai
per l’anno idrologico 2017-2018.
Termini Chiave: ghiacciai montani, variazioni frontali,
monitoraggio, campagna glaciologica, bilancio di massa

SETTORE PIEMONTESE – VALDOSTANO
PIEMONTE – VAL D’AOSTA SECTOR

a cura di (editor) Marta Chiarle
Nel corso della campagna glaciologica 2018 sono stati complessivamente visitati, da parte di 70 operatori, 111 ghiacciai
di cui 60 (54 %) oggetto di misurazioni. Per 7 ghiacciai (Lavassey, Soches – Tsanteleina, Goletta, Gliairetta – Vaudet,
Estellétte, Bors, Meridionale di Hohsand) è stato eseguito il
rilievo topografico del margine frontale mediante GPS, mentre il Ghiacciaio del Miage è stato oggetto di rilievo LIDAR.
Infine, per 2 ghiacciai (Timorion e Mont Glacier) sono stati
realizzati rilievi aerofotogrammetrici con drone.
La distribuzione dei ghiacciai visitati fra i vari gruppi montuosi è la seguente:

Settore N. ghiacciai visitati
Alpi Marittime 4
Alpi Cozie 1
Alpi Graie 85
Alpi Pennine 16
Alpi Lepontine 5
TOTALE 111
Dal punto di vista dinamico, i risultati delle misure (tutte
riferite al 2017, tranne 5 riferite al 2016 e una al 2002) possono essere così sintetizzati:
– ghiacciai in ritiro: 52 (87% dei ghiacciai misurati)
– ghiacciai stazionari: 8 (13% “ )
– ghiacciai in avanzata: 0 (0% “ )

In realtà, anche i ghiacciai per i quali la distanza frontale
dai punti segnale è risultata invariata presentano evidenti
indizi di riduzione della massa glaciale: l’apertura di nuove
finestre rocciose o l’ampliamento di quelle già esistenti, la
perdita di convessità delle superfici glaciali, la scomparsa
di crepacciature sono tutti indicatori di perdite di spessore
importanti. Le dimensioni del fenomeno sono testimoniate in tutta la loro drammaticità dalle misure di bilancio
di massa effettuate ai ghiacciai di Ciardoney, Grand Etrèt
e Timorion (per le quali si rimanda alla sezione dedicata
in questo volume). Nemmeno i corpi glaciali protetti da
coltri detritiche sono risparmiati da perdite volumetriche ingenti: misure puntuali effettuate sul Ghiacciaio del
Belvedere hanno restituito valori di ablazione pari a circa
330 cm/anno; i lobi terminali del Ghiacciaio del Miage
hanno perso circa 1-1.5 m di spessore dal 2017, benché
la loro posizione planimetrica risulti invariata; la superficie del piccolo Ghiacciaio del Mont Glacier nel periodo 2008-2018 si è abbassata fino a 6 m. Il trend spiccatamente negativo dei ghiacciai si conferma dunque anche
nel 2018, nonostante un inverno ricco di precipitazioni in
molte aree, vanificate dagli intensi calori estivi. L’intensità
dei processi di ablazione è testimoniata dagli abbondanti
deflussi superficiali documentati anche a stagione avanzata. Gli arretramenti più vistosi, talora dovuti al distacco
di intere porzioni di lingue glaciali dai relativi bacini di
alimentazione, sono concentrati in Valle Orco (Ghiacciaio
della Capra: -110 m, Occidentale di Noaschetta: -79.5 m;
Centrale e Occidentale di Nel: -56.5 m).
Contestualmente alla contrazione dei ghiacciai, le aree periglaciali stanno subendo trasformazioni importanti, anche per effetto della fusione del permafrost e delle lenti di
ghiaccio sepolto abbandonate dai ghiacciai in ritiro. Sono
sempre numerose le segnalazioni di crolli dalle pareti che
circondano i ghiacciai, di cui gli operatori sono stati talora testimoni diretti durante i rilievi estivi, e che di anno
in anno contribuiscono alla trasformazione dei ghiacciai
in debris-covered glaciers. Le morene laterali di due tra i
maggiori ghiacciai del settore (Miage e Belvedere) presentano vistosi fenomeni di collasso. Sempre più frequentemente, gli operatori segnalano aree proglaciali in rapida
evoluzione, talora difficilmente riconoscibili da un anno
all’altro, e dove risulta difficoltoso il posizionamento di
punti di riferimento stabili. Emblematica, in questo contesto, l’evoluzione della lingua valliva del Ghiacciaio del
Lys, che sta lasciando il posto ad una sequenza di laghi
proglaciali.

La perdita di spessore al ghiacciaio Sabbioni nord tra il 2017 e il 2019

Il contributo dell’associazione Meteo Live VCO

Bacino: TOCE – TICINO – PO
Gruppo Monte Rosa
324 Ghiacciaio della Nordend
Operatore: Luca Sergio – Controllo del 2018.10.20
Questo ghiacciaio, un tempo poderoso tributario del
Ghiacciaio del Belvedere e attualmente in fortissima contrazione, è stato oggetto di uno speditivo rilievo con GPS
del crepacciato margine frontale. A distanza di 13 anni dall’ultima misurazione diretta, la quota della fronte è risalita di circa 235 m.
Quota min. fronte : 2355 m (GPS)

326 Ghiacciaio del Piccolo Fillar
Operatore: Luca Sergio – Controllo del 2018.10.20
Il ghiacciaio, ormai pensile su un gradino roccioso,
espone un’alta fronte soggetta a frequenti distacchi di
ghiaccio, che rendono difficoltosa la misurazione. Più a valle, al di sotto di una consistente coltre detritica, sono stati
osservati affioramenti di ghiaccio, probabili residui di una
lingua glaciale fossile.
Quota min. fronte : 2730 m (GPS)

Gruppo del Monte Leone
337 Ghiacciaio del Leone
Operatore: Luca Sergio – Controllo del 2018.09.22
Il ghiacciaio, alimentato dal ripido lobo effluente dello
svizzero Chaltwassergletscher, si è ritirato sugli spalti rocciosi alla base della parete NE del Monte Leone. Il margine
frontale si presenta frastagliato, crepacciato radialmente e
in parte mascherato da detrito.
Quota min. fronte : 2540 m (GPS)

Continua la lettura al documento originale: http://www.glaciologia.it/wp-content/uploads/FullText/full_text_campagne_GFDQ/GFDQ_42_2_Campagna_Glaciologica_2018_113_202.pdf

Dai un voto a questo lavoro: