Campagna glaciologica 2026 sui principali apparati glaciali ossolani: monitoraggi alla parete est del Monte Rosa e al ghiacciaio dei Sabbioni.
Ghiacciai dell’Ossola 2026, alla fine di questa lunghissima estate siamo salite ai piedi della parete Est del Monte Rosa, sul ghiacciaio Belvedere, e in alta Val Formazza sul ghiacciaio Sabbione Nord.
Quello che ho trovato è una montagna trasformata, soprattutto l’apparato glaciale dei Sabbioni. Le valli che ospitano o ospitavano ghiacciai hanno assunto un aspetto lunare o marziano; l’estate 2026 ha sciolto tutti i nevai invernali e, quando l’inverno era inverno, li si poteva vedere per tutta l’estate al Devero, al Veglia e in molti altri luoghi delle Alpi. Numerose frane e colate di limo e detriti hanno inciso le valli e i ghiacciai a fine agosto, accelerandone il ritiro.
Apparato glaciale del Monte Rosa, parete est
La fronte del ghiacciaio Belvedere, 1850 m, Macugnaga
La misurazione con bindella sul segnaposto 2025 mostra una perdita di 36-37 metri in soli 4 mesi, uno degli arretramenti più significativi da quando si monitora la fronte. Gli ultimi 400-500 metri della lingua di ablazione sono attraversati dal torrente di Castelfranco, il cui nuovo percorso ha causato una forte riduzione dello spessore sul lato destro, mentre il sinistro è ancora appoggiato alla morena. I crepacci trasversali appena dopo il torrente si sono ampliati, segnalando un’ulteriore perdita di spessore a valle fino alla fronte.
Qui sotto il confronto della fronte tra il 2022 e il 2026:

Nei prossimi anni il torrente potrebbe erodere completamente la lingua, creando una nuova fronte 400-500 metri più a monte, mentre la parte a valle si scioglierà molto rapidamente.

Ghiacciaio Nordend
Non solo il Belvedere ha sofferto l’afosa estate del 2026, ma anche il ghiacciaio Nordend, terzo ghiacciaio vallivo dell’Ossola, sta vivendo una trasformazione importante che ne determinerà il destino nei prossimi anni. Per tutta la sua lunghezza, circa 1500 metri, si è distaccato dalla roccia, creando una sorta di “crepacciata laterale”. La causa è il calore rilasciato dalla roccia, che ha fatto fondere il ghiaccio per alcuni metri, separandolo dalla parete.

Apparato glaciale dei Sabbioni
Frane, colate di limo, profondi solchi nei ghiacciai e un paesaggio lunare: l’alta Val Formazza sta cambiando radicalmente, perdendo i suoi ghiacciai e vedendo il permafrost fondersi causando frane.
Ghiacciaio Sabbione Nord
Dal 2013 al 2026 il ghiacciaio Sabbione Nord è arretrato di circa 800 m, è stato anche difficoltoso mantenere una linea retta per il rilievo tra un segna posto e l’altro, vista la trasformazione che ha avuto l’alveo del piccolo torrente. Fino al 2017 il ghiacciaio era alimentato da due pareti, ora è rimasta una piccola placca sotto le pareti:



L’estate 2026 ha fatto scomparire ghiacciai, alcuni non vengono neanche più monitorati, essendosi ritirati da zone pianeggianti in parete, alcuni sono diventati troppo pericolosi. Alcuni ghiacciai scomparsi erano già molto piccoli, a volte dei glacionevati ma che grazie a una buona esposizione riuscivano a resistere, fino all’estate 2026.
Ghiacciaio Sabbione centrale
Oltre ad un notevole ridimensionamento il sabbione centrale è quasi completamente ricoperto dal detrito:

Ghiacciaio Blindenhorm
La notevole riduzione di uno dei ghiacciai dei Sabbione più ad alta quota.

Ghiacciaio Sabbia Est
Uno dei più piccoli dell’apparato glaciale dei Sabbioni, insieme al Giove, al Glocstafel e al Forno, tutti ormai ridotti al lumicino, ammesso che ci sia ancora qualcosa:


Ghiacciaio Gemelli di Ban
Il Gemelli di Ban dagli anni ’60 del 900 ad ora si è completamente estinto, una incredibile involuzione per questo ghiacciaio che ricopriva l’intera valle:

